LUCA PALATRESI / DARKNESS
Luca Palatresi studia il generarsi nell’ oscurità di nuove masse e nuovi volumi, affrancate da quelle masse e da quei volumi canonici che sarebbero apparsi a una luce diretta. Darkness parte dal presupposto che l’incidenza che la luce esercita sugli oggetti – e dalla quale non si può prescindere nello sviluppo della tecnica fotografica – può essere accostata a quella che tenebre e ombre, in modo altrettanto inequivocabile, hanno sui medesimi soggetti: in tal modo, il fotografo non reagisce più all’illuminazione ma alla sua assenza. Con una propria, determinante autorità, le immagini colte dall’artista rivelano le identità nascoste dei protagonisti, celate spesso anche ai loro proprietari: impulsi reconditi, sogni inespressi, vite costrette in un corpo non loro emergono dall’ombra mostrandosi al mondo. a cura di Serena Del SoldatoTesto di Francesco Mutti
Luca Palatresi nasce a Fucecchio (FI) il 28 Aprile 1978. Cresciuto nel bar gestito dalla famiglia, fin da piccolo ha sempre avuto una forte passione nell’osservare le centinaia di facce che lo circondavano e nel fantasticare sulle loro ipotetiche storie creando veri e propri mondi paralleli. Da allora non ha mai smesso. A diciassette anni compra la prima macchina reflex, che di lì a breve sarebbe diventata il mezzo con il quale plasmare la realtà per darle una forma a lui più congeniale. I pomeriggi spesi in biblioteca tra i libri dei grandi maestri come Bresson, Penn, Avedon, Mapplethorpe, Demarchelier, Newton… rappresentano la prima formazione che innesca l’inizio di un percorso mai abbandonato. Nel 2002, lascia gli studi universitari per dedicarsi alla sua grande passione e diventa fotografo professionista, free-lance nel settore moda e advertising. Frequenta importanti professionisti, si confronta e ama misurarsi soprattutto sul campo: ha un breve iter di apprendistato e subito gli vengono affidati i primi importanti servizi, come nel 2003, quando ritrae a Miami la violoncellista Nina Kotova, come testimonial di Fani Gioielli, immagine alla quale il magazine Venerdì di Repubblica ha dedicato una copertina. Lo stesso anno Piero Pelù sceglie una sua fotografia per il nuovo lavoro “L’uomo della Strada”. Si afferma rapidamente collaborando con importanti brand italiani ed internazionali ( Roy Rogers, Maserati, Belfe, Rebecca, Medici of London, Discovery Channel, Phard, Nikki Beach, Castellani…) e pubblicando sulle riviste più influenti del settore. Parallelamente al settore pubblicitario, segue un percorso artistico di ricerca personale che lo porta ad ottenere importanti riconoscimenti in mostre collettive o personali in Italia e all’estero: come il premio nel 2009 al Lucca Digital Photo Fest, la partecipazione al fantastico progetto OCHO con Rojo Magazine a Barcelona o la mostra “I saw the light!”al Museo Piaggio, per citarne alcuni. Dal 2007 studia regia cinematografica e allarga i propri orizzonti al video, mezzo espressivo a cui dedica un’attenzione sempre crescente dando inizio ad una contaminazione vicendevole tra i due linguaggi visivi. Vive in Toscana e continua il proprio cammino verso la “fotografia perfetta”, osservando senza sosta ogni sfumatura della bellezza umana.
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