PRESENTE / PROGETTO INSTALLATIVO DIFFUSO

EXHIBITION


dal 6 giugno al 30 settembre 2020


A cura di Francesco Mutti
Testo di Francesco Mutti

CAP. 1 – MORGANA ORSETTA GHINI


CAP. 2 – ASS. RECUPERARTI + LA SCATOLA DEI RICORDI + CLASSE IV AAD DESIGN E ARCHITETTURA – LICEO ARTISTICO STAGIO STAGI


CAP. 3 – ELENA GUIDI + CHRISTIAN PARDINI / STUDIO FLAT


LABottega ha riaperto al pubblico e festeggia i suoi cent'anni regalando un’esperienza

nuova a chi la visita: PRESENTE, un progetto installativo diffuso da vivere. La galleria, lo

studio e la limonaia sono stati ripensati da artisti e creativi per poter cenare immersi in

opere che guardano al presente e alle sue relazioni fondamentali col passato ed il futuro.

Contaminazione e convivialità sono le parole chiave che animano PRESENTE e fanno di

arte e cibo i nutrimenti essenziali di questo momento storico.

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PRESENTE

Parole di Irene Panzani


Il PRESENTE è davanti a noi, ogni secondo si consuma e passa da futuro a passato.

Il PRESENTE è senz’altro da ricordare, è il centenario de LABottega, un’attività di famiglia

che si è fatta storia. E questa storia è un dono.

Il PRESENTE è anche un virus, un bug temporale che ci ha fatto cadere il futuro addosso.

Abbiamo vissuto tra 4 mura per settimane in un tempo cristallizzato che ci ha visto

passare molte volte l’aspirapolvere. Eppure sotto la polvere abbiamo riscoperto album di

famiglia e ripescato ricordi.

Questo tempo ci ha ricordato che se il nostro corpo è confinato, la nostra mente e le nostre

emozioni restano sempre affacciate a una finestra, reale o virtuale, che ci rende presenti

per qualcuno. Ma lo sguardo è tatto a distanza e la distanza tra corpi fa nascere il

desiderio.

Qui è PRESENTE, qui è l’esperienza di stare di nuovo insieme attorno a un tavolo.


CAP. 1 - MORGANA ORSETTA GHINI , Eden, 2020.

MOG pone al centro del suo messaggio artistico l’essenza femminile, intesa come vita e

come fulcro della continuità della nostra specie. Simbolo di questa essenza è la vagina in

tutte le sue forme, l’origine del mondo, passaggio da assente a presente, da invisibile a

visibile. MOG propone nella Limonaia della LABottega una nuova versione dell’opera Eden, realizzata in origine per i tetti di Palazzo Micciché di Favara (Sicilia) per Farm Cultural Park. Eden è come un archetipo che si ripete e significa la vita, la nascita e la rinascita, il farsi PRESENTE nello spazio. É un concerto gioioso di forme che ci riportano alla vita.


CAP. 2 Studio - ASS. RECUPERARTI + LA SCATOLA DEI RICORDI + CLASSE IV AAD DESIGN E ARCHITETTURA – LICEO ARTISTICO STAGIO STAGI

Durante una visita alla sede dell’Ass. RecuperARTI, i ragazzi della classe IV AAD frugando tra i materiali di recupero hanno trovato dei vecchi negativi fotografici in vetro. Osservandoli con un'app del cellulare ne hanno visto il positivo e li hanno riportati a nuova vita. Da qui è nata l’idea di un’esposizione che rendesse fruibili questi pezzi di storia della fotografia attraverso mezzi del nostro quotidiano digitale: telefoni, tablet, QRCode.

LABottega, con i suoi cent’anni di storia e legami con il territorio, ha risposto “presente” all’appello dei ragazzi e di RecuperARTI, integrando il progetto con “La Scatola dei Ricordi”, archivio di vecchie foto di famiglie versiliesi curato da Alice Ippolito.

Si realizza così il CAPITOLO 2: esempio di come la valorizzazione culturale possa e debba nascere in seno al contesto scolastico in collaborazione con le risorse locali pubbliche e private. Percorrendo la stanza il passato del territorio rivive e prende senso grazie al PRESENTE ed il PRESENTE si arricchisce del tempo passato.


CAP. 3 Galleria: ELENA GUIDI + CHRISTIAN PARDINI / STUDIO FLAT

Carlo Levi scrisse “Le parole sono pietre”. E le immagini? Su queste tende leggere e fluttuanti

si adagiano dettagli di corpi. Sono le foto di Elena Guidi, momenti di realtà cristallizzata

che stanno davanti a noi come sculture, presenti a loro stesse in corpo e coscienza.

Mani, braccia, case, sembrano tutti corpi estranei, fermi in un qui ed ora che pare non

muoversi mai, astratti dallo scorrere del tempo, ma soggetti ai flussi dell’aria. Christian

Pardini colloca abilmente questi corpi nello spazio dei tessuti all’interno della galleria, costruisce

forme tra pieno e vuoto in un gioco di scacchi. Nel suo allestimento un tavolo rende

monumentale il concetto del progetto: questo PRESENTE adagiato, tranquillo, che si

muove con le persone.