PAOLO CIREGIA / PERESTROJKA

EXHIBITION


dal 26 Settembre al 4 Ottobre 2015


A cura di Francesco Mutti
Testo di Francesco Mutti

Il linguaggio dell'artista si articola secondo il concetto di Perestrojka, termine russo che significa ricostruzione, utilizzato per indicare l’insieme di riforme politico\economiche che, negli anni ′80, cercano di riscrivere un nuovo profilo politico meno rigido e totalitario da parte del regime sovietico, tuttavia queste iniziative fallirono, portando alla fine della supremazia comunista e probabilmente, anche alla nascita delle attuali tensioni in Ucraina, esattamente come a fallire, è stato questo modo attuale di raccontare la guerra, da cui Ciregia si discosta. L'altro concetto fondamentale della Perestrojka è quello di Glasnost, “trasparenza”, che prevedeva (un'apparente) lotta alla corruzione e una maggiore libertà di espressione, trasparenza che viene declinata pressoché letteralmente dall'artista, attraverso la vera e propria eliminazione delle parti più sconvenienti delle immagini di distruzione, corpi e armi, o attraverso la corrosione dei volti; paradossalmente, la vera riflessione scaturisce nel momento in cui a mancare nell′immagine sono proprio gli elementi riconducibili alla guerra, la censura diviene quindi un potentissimo strumento di denuncia e critica sociale. I corpi, già privi di vita, vengono privati della loro immagine, ormai vuota di significato; attraverso la bidimensionalità del taglio si avverte paradossalmente la percezione della tridimensionalità, del peso e dello spazio fisico celato dietro questa assenza, una sagoma bianca entro la quale proiettare ognuno di noi.


A cura di Serena Del Soldato e Giulia Guidi

Testo di Giulia Guidi